Pass di battaglia: Retroscena

Comandanti!

Una nuova Stagione di Pass di battaglia è iniziata. È il momento di un'altra sfida tra due assi dei carri. Durante questa Stagione saranno Damon Kilmore e Angela Milotova a competere per dimostrare chi è il migliore. Sono entrambi assi veterani di mille battaglie, ognuno con una storia e un destino unici. Potete scoprire di più sulla storia del loro rapporto analizzando questo materiale.

Lista degli episodi

La lunga strada verso casa

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3
  • Parte 4

Milotova, Badger e il plotone di Kilmore hanno circondato il cacciacarri nemico in fiamme. Questa sarebbe stata l'ultima battaglia di Angela, se non fosse stato per la spessa corazza del Patton.

"Missione completa, andiamo a casa. Milotova, dobbiamo parlare."

"Con tutto il rispetto, tenente Kilmore, di cosa?"

"Come di cosa? Ti rendi conto di aver contravvenuto ai miei ordini? Sei entrata in territorio nemico, da sola, senza una ricognizione adeguata."

"Vi volevo solo avvertire di una possibile imboscata..."

"Senza ordini! Quando saremo alla base parlerò con il tuo comandante di plotone!"

"È andato."

Normalmente, dopo ogni missione completata con successo, il rientro è colmo di scherzi, chiacchiere e storie di battaglie. Questa volta, la radio rimase silenziosa.

La linea del fronte può trasformare dei completi estranei in veri compagni d'armi. Perdere anche un solo carro è devastante. Ma oggi avevano perso un intero plotone.

Era chiaro che, per quanto non sapesse cosa fosse successo al plotone di Angela, Kilmore fosse andato troppo oltre. Lo stesso "Demon" l'aveva capito perfettamente. Sapeva anche che avrebbe dovuto supportare Angela. Nonostante non fosse mai stato un oratore eloquente, fece del suo meglio per trovare le parole giuste.

"Cos'è successo?"

"Siamo usciti a mezzogiorno, mezz'ora dopo di te, come stabilito. Stavamo esplorando l'area circostante." Milotova era da sempre rinomata per la sua forza e il suo coraggio, ma stavolta anche Kilmore si chiese come potesse parlare in maniera talmente calma e contenuta nonostante avesse perso il suo intero plotone. "Improvvisamente siamo stati bersagliati da un intenso fuoco proveniente dalla foresta. Suppongo che stessero aspettando che ci avvicinassimo prima di far scattare la trappola. Il carro al comando è stato distrutto immediatamente. Non ha neanche avuto la possibilità di schivare il colpo. Dopo il primo sparo ci siamo separati in cerca di copertura. Ci siamo ritrovati, infine, tre contro quattro. È scoppiata così una lunga battaglia di posizione. Alla fine della quale, l'unica sopravvissuta del mio plotone ero io."

"Perché non sei tornata subito alla base?"

"Vi volevo avvertire dell'imboscata. Ho cercato di contattarvi via radio, ma era danneggiata e il segnale era limitato. Quando sono finalmente riuscita a prendere un segnale, Badger era in vista. Badger, non potevo perdere anche te!"

"Ti sono debitore, Angela!"

"Basta così"

Badger non era nel plotone di Kilmore, ma rimase in silenzio sulla via di ritorno verso la base. "Demon" aveva piena autorità per dare ordini a tutti nell'unità.

"Ricorda questo, Milotova. Se la torretta del mio Patton non fosse stata così resistente, a quest'ora staremmo recuperando i pezzi del tuo carro. Volevi salvarci da un'imboscata? Hai corso un enorme rischio. Hai fatto un errore da principianti. La battaglia non è finita finché l'ultimo nemico non è distrutto. Continueremo questa conversazione più tardi."

Debriefing

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3
  • Parte 4

Il Comandante di compagnia si sedette sulla sua sedia. Il suo sguardo passava continuamente da un'Angela apparentemente calma a un Kilmore decisamente più furioso.

"Era quasi sul lato sbagliato del fuoco amico! Non abbiamo posto per novellini del genere sulla linea del fronte. Farà meglio a continuare come medico!" Kilmore era estremamente arrabbiato riguardo alle azioni di questo "asso senza esperienza in battaglia". Stava tentando, ancora una volta, di convincere il Comandante di compagnia a revocare lo stato di servizio attivo ad Angela.

"Un novellino? Con tutto il rispetto, tenente Kilmore, ho comandato il mio carro per moltissimo tempo, anche se ho iniziato come pilota. Quando capirai che posso essere utile sul campo di battaglia quanto i tuoi uomini?"

Kilmore impazzì dalla rabbia.

Il plotone di Damon era considerato l'élite. Tutti i carristi da questa parte del fronte sognavano di farne parte. Ma nessuno aveva mai osato mettersi al livello dei suoi soldati.

"Chi pensi di essere per paragonarti al mio plotone?! Hai idea di cosa siano in grado di fare i miei ragazzi? Hanno condotto con successo innumerevoli operazioni senza neanche un graffio! E tu? Nello stesso istante in cui entri in battaglia, ti dobbiamo salvare. Non sei tagliata per questo lavoro, Milotova."

"L'ho fatto solo per salvare i miei commilitoni! Tu combatti ogni battaglia come se non ci fosse un domani. Non metti a repentaglio solo la tua vita, ma anche quella del tuo plotone..."

"Non è la stessa cosa!" la interruppe Kilmore bruscamente a metà del suo discorso commovente. Angela gli lanciò uno sguardo perplesso, aspettando che il Tenente proseguisse, ma Kilmore non aveva alcuna intenzione di scendere nei dettagli.

"Suppongo che abbiate finito." Avendo ascoltato entrambe le parti, il Comandante di compagnia si pronunciò, finalmente. Probabilmente pensava di aver già sentito abbastanza oppure, semplicemente, voleva evitare altre domande da Angela. "Sergente Milotova, avreste dovuto evitare di compiere tale azione, considerando la situazione. Vorrei comunque ringraziarla, perché grazie al suo impegno l'equipaggio e il veicolo di Badger sono intatti. Quindi grazie per l'aiuto tempestivo."

"Tenente Kilmore, le chiedo di considerare la situazione attuale. Abbiamo perso quasi un intero plotone. Non metta altra pressione sul suo collega capocarro. Milotova, tutti i plotoni sono già stati formati, ma vediamo cosa possiamo fare per lei."

Kilmore iniziò a discutere: "Ma la prossima volta potrebbe non tornare alla base!"

"Basta così! Questa conversazione è conclusa. Andate!"

Milotova si affrettò a lasciare l'ufficio del Comandante di compagnia per prima ma, prima di chiudere la porta, disse: "Con tutto il rispetto, signore, ho smesso di fare il medico da molto tempo."

La nascita di una tempesta

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3

Il padre di Angela era un pilota di talento. Dopo la morte di sua moglie, quando si recava alla base portava sempre la figlia con sé. Non aveva alcuna intenzione di insegnare ad Angela le sue conoscenze sui carri armati, ma la curiosità della bambina e il desiderio di imitare il padre erano irrefrenabili.

La ragazzina era affascinata dai veicoli corazzati, tanto da sviluppare persino una discreta abilità alla guida. La sua passione per i carri divenne così forte da farle sognare la stessa carriera avuta da suo padre. Ma, alla fine, dopo aver sentito così tante volte le parole "questo non è un mestiere per donne", seguì le orme di sua madre e preferì iscriversi a medicina. Dopo essersi laureata, Angela si riunì a suo padre, arruolandosi come medico nell'equipaggio di un veicolo corazzato di supporto sanitario. Ma il desiderio di mettersi alla guida di un vero carro armato non se ne andò mai.

Fin dalla sua infanzia, Milotova sapeva di essere venuta al mondo per salvare delle vite. Dal suo primissimo giorno di servizio, era suo dovere salvare, o persino sottrarre a morte certa, i meno fortunati in battaglia. E si dedicò completamente al suo lavoro. La sua dedizione fu così forte da alimentare una passione che cancellò del tutto il desiderio di diventare pilota.

Finché, un giorno, si trovò a trasportare in infermeria un carrista gravemente ferito. Le sue condizioni erano critiche, nessuna cura o farmaco avrebbe ritardato che accadesse l'inevitabile. Appena cosciente, continuava a ripetere ancora e ancora: "Un altro carro, solo un altro carro e ce l'avremmo fatta...", e questo riportò a galla i vecchi pensieri. E se fosse stata lei "un altro carro"? E se prevenire le ferite sul campo di battaglia fosse più efficace che curarle sul tavolo operatorio?

Nel corso di un'altra operazione, Milotova stava estraendo l'equipaggio da un carro alleato, quando all'improvviso il suo veicolo venne colpito da una salva di artiglieria. Chiunque avrebbe perso la testa. Ma non Angela. Ebbe tutto subito sotto controllo, evacuando l'equipaggio ferito dal veicolo danneggiato. Finalmente poté mettere in pratica le abilità apprese anni prima.

Fu una vera impresa, per la quale ad Angela venne conferita una medaglia per il coraggio dimostrato in battaglia. Ma si rivelò anche una svolta decisiva nella sua vita. Perdere l'intera squadra la mise di fronte a un bivio, di fronte al quale decise infine di seguire il cammino di suo padre. Sulla scia della sua reputazione, Angela riuscì a completare l'addestramento per il ruolo di pilota di carri armati. E sapeva esattamente a quale plotone voleva unirsi, non importava quanto tempo avrebbe impiegato per riuscirci.

Mastini infernali

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3

La riabilitazione fu lunga. Quella battaglia non risparmiò nessuno a parte Kilmore e Ramirez; non è dato sapere se per esperienza o per pura fortuna. Ma, in confronto alla guarigione relativamente veloce di Juan Pablo, "Demon" era bloccato. Perseguitato ogni notte dallo stesso incubo ricorrente. Continuava a pensare a quella battaglia. Una battaglia a cui lui era sopravvissuto, anche se non avrebbe dovuto.

Il pensiero di ritirarsi continuava a tornare, ma Kilmore non poteva semplicemente abbandonare i suoi carristi. Decise di tornare al fronte: l'unico luogo dove alleviare dolore e sensi di colpa.

Per una coincidenza sfortunata, Ramirez, che si era già ripreso dalle sue ferite, appena qualche giorno dopo riceve una lettera da casa. La sua adorata nonna era venuta a mancare: era la persona a lui più vicina e l'ultimo suo legame con una vita normale.

— Non so cosa fare. Non ho più nessuno che mi aspetta a casa.

— Prenditi un permesso, vatti a riposare.

— Per fare cosa? Vivere una vita banale, ingozzarmi di antidolorifici e morire di noia? No, capo, non è da me. Io appartengo al fronte, la guerra è l'unica cosa che so fare. Quindi combatterò fino alla fine.

Questo fornì un'idea a Kilmore che risolse sia il problema di Ramirez che il suo. Damon formò un piccolo plotone che includeva solo due carri armati: il Pipeline e lo Sheridan.

I loro equipaggi erano l'élite, tutti guerrieri nati, che combattevano ogni battaglia come se fosse l'ultima. A loro non importava chi fosse il loro nemico. La cosa più importante era spazzare via quanti più carri armati nemici possibile.

Il nome del plotone non era casuale: "Cavalleria di Kilmore". Ma col passare del tempo, tutti iniziano a chiamarli nientemeno che "Mastini infernali" per la totale mancanza di paura e capacità di affrontare le missioni più complesse e spericolate.

Un'onesta chiacchierata

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3

Era difficile immaginare una persona più riservata di Kilmore. Di poche parole, scortese e altrettanto rude con tutti, persino gli ufficiali di comando evitavano di confrontarsi con lui, giusto per essere sicuri. Il tenente, tuttavia, sapeva aprirsi e avere fiducia nelle persone. Ma non con chiunque.

In realtà, c'era una sola persona di cui poteva davvero fidarsi. Ramirez: il collaboratore più stretto, il braccio destro, il fratello d'armi. Era l'unico con il quale Damon poteva permettersi di aprirsi.

Durante una conversazione, Ramirez riuscì in un'impresa impossibile: far parlare Kilmore della "ragazza insopportabile" Milotova.

— Lei è valida, Damon. È esperta di tattiche e mantiene la calma nelle situazioni difficili. È perfetta per il nostro plotone.

— Sai come scelgo i ragazzi del mio equipaggio. È il nostro equipaggio comunque, non dimenticarlo.

— Non l'ho dimenticato. E, dato che ho voce in capitolo, non posso che chiedertelo.

— OK, prova.

— Che ne dici di fare un'eccezione?

Kilmore sorrise, scuotendo la testa:

— No, no, no. Apprezzo il tuo interesse, mio caro Ramirez, ma se accadesse una seconda volta... non riuscirei ad accettarlo. Non si tratta solo di "criteri particolari." Vedi...

Kilmore si fermò nel bel mezzo della frase. Ramirez non poté fare a meno di notare quanto fosse a disagio il suo capocarro. Ma Damon si fece forza e continuò.

— È il suo carattere. Lei è proprio come mio figlio. Se facesse la stessa fine non riuscirei a perdonarmelo.

Ramirez non si aspettava una confessione di tale portata.

— Capisco, Pipe. O magari un giorno ci salverà entrambi, proprio come ha fatto con Badger...

Kilmore rimase seduto, in cerca di una risposta, finché non si alzò di scatto, come se il momento di debolezza non ci fosse mai stato:

— Vedremo. Forza, abbiamo un briefing che ci aspetta. Alzati, scansafatiche.

Fronte della tempesta

  • Parte 1
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  • Parte 3

Da quando il suo plotone era stato eliminato, Milotova e il suo equipaggio non erano riusciti a tornare al centro dell'azione. Tutti gli altri plotoni erano al completo.

Kilmore era l'unico che avrebbe potuto prendere "Tempesta" sotto la sua ala, ma era irremovibile riguardo al non volerla accettare.

Angela continuava ad arrovellarsi sul perché lui avesse un atteggiamento simile nei suoi confronti. Chiese persino al segretario del comandante della compagnia di cercarle il file personale di Kilmore.

Inizialmente il segretario si rifiutò di cercare tra i file personali, ma la curiosità ebbe la meglio su di lui. Kilmore era il miglior capocarro e il suo plotone era assurto alla status di leggenda, però nessuno era a conoscenza degli eventi che ne avevano preceduto la formazione.

Perché continuava a rifiutare così tanti ottimi carristi, in particolare Angela? Il segretario scoprì presto che il file personale di Kilmore era secretato. Era la prima volta che si imbatteva in una cosa simile.

Nel frattempo, affinché Milotova non fosse costretta a stare seduta a far niente, il comandante della compagnia formò un nuovo plotone e le affidò il comando.

C'era una sola condizione: l'equipaggio degli altri due carri era composto da giovani reclute che lei stessa avrebbe dovuto addestrare e comandare.

Questo significava nessuna missione di combattimento. A Milotova non faceva piacere, perché le impediva di mantenere la sua promessa di salvare vite. Ma, d'altro canto, almeno la teneva occupata. Peraltro, ora aveva il proprio plotone e poteva addestrare i suoi ragazzi per renderli pronti alla vera azione.

Ci fu un'altra conseguenza: le continue richieste di trasferimento al plotone di Kilmore da parte di Angela cessarono. Damon era furioso. Non solo il comandante della compagnia non aveva rimosso Milotova dal servizio, ma le aveva persino affidato il comando di un plotone!

Alla fine riuscì a calmarsi e a scendere a patti con la decisione. Angela non lo avrebbe più intralciato nelle missioni di combattimento. Ed era relativamente al sicuro lavorando al suo "asilo".

Scheletri nell'armadio

  • Parte 1
  • Parte 2

Milotova stava iniziando a uscire di testa. Partecipava alle missioni meno spesso di prima, se possibile. Quindi, decise di usare il suo tempo libero per saperne di più su Kilmore. Doveva scoprire perché aveva sempre rifiutato le sue richieste di trasferimento. Ma tutti i suoi tentativi fallirono. Il file personale di Damon era secretato.

Angela iniziò a fare domande sul passato di Kilmore. Alcuni non ne sapevano nulla perché entrarono a far parte dell'unità dopo la formazione dei Mastini infernali. Altri non volevano proprio parlarne. Badger era l'unico a sapere qualcosa. Quando era entrato a far parte dell'unità, circolavano ancora voci riguardo a "quella" battaglia.

Le voci riguardavano un certo Mikey Branson, un giovane e promettente carrista, al quale era stato assegnato il ruolo di pilota alla vigilia di una missione.

Kilmore non si dava pace. Non riusciva a prendere sonno, la sua mente continuava a immaginare i possibili esiti dell'operazione. Alla fine, tutto andò a rotoli a causa di un pessimo lavoro di intelligence. Solo Kilmore e Ramirez ne uscirono vivi.

"Allora, chi era quel Mikey?" "Da quello che ho sentito, era un qualche parente di Kilmore. Ma non lo so per certo. I cognomi sono diversi e non si somigliavano affatto. In ogni caso, Milotova, a te cosa cambia? Noi comuni mortali non verremo mai presi nel suo plotone. Fattene una ragione."

Pranzo con briefing

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3

Il "Fronte della tempesta", al quale ci si riferiva scherzosamente col nomignolo "Fronte della siesta" a causa del suo immobilismo, stava iniziando a mantenere fede al nome originale. I giovani membri dell'unità di Milotova erano diventati sempre più abili nel corso delle battaglie. Il comandante della compagnia se ne accorse e iniziò ad assegnarli a missioni più rischiose.

Kilmore capì che un giorno Angela avrebbe ricevuto una missione di combattimento davvero difficile. Era inevitabile. A un certo punto, dopo averla intravista in sala mensa, Damon si sedette di fianco ad Angela.

"Com'è andata la tua ultima battaglia?"

Milotova rimase immobile dalla sorpresa. Un uomo che non aveva mai detto niente di buono sul suo conto le rivolgeva la parola all'improvviso. Seguì una breve pausa.

"Non male. Sono rientrata senza nessuna perdita."

"Ho notato che il Tempesta ora ha due graffi sulla torretta. È stato di nuovo un Grille?"

"Aspetta, tu non c'eri"

"Non serve. Tra tutte le minacce che stiamo affrontando, nessun altro veicolo avrebbe potuto lasciare quel segno. Sei fortunata che ti abbia colpito a quell'angolo. Avevi esposto la torretta?"

"Dovevo attirarlo fuori mentre i ragazzi lo affiancavano..."

"Angela, qua non si tratta più di qualche missione di addestramento o ricognizione." "Posso utilizzare la mia torretta per far rimbalzare i proiettili." "Non puoi, non con il tuo carro. Hai un caricatore pieno di proiettili e una velocità eccelsa. Aspetta che inizino a ricaricare, vagli incontro e affrontali a colpi di cannone. Ricevuto?"

"Ricevuto"

"Ottimo... Hey! Ramirez! Fermo là, amigo! Dove pensi di andare senza di me?"

Così, Kilmore se ne andò velocemente com'era arrivato. Milotova rimase seduta per un po', riflettendo sul comportamento del tenente.

Promozione

  • Parte 1
  • Parte 2


Al plotone di Milotova venivano assegnate missioni di qualsiasi grado di difficoltà, a eccezione di quelle considerate di "grado rosso". Questa scelta non dipendeva da Angela, ma dal suo equipaggio. Dovevano dimostrare di essere pronti per missioni di quel tipo.

La reputazione di Angela nell'unità cresceva di pari passo con le abilità del suo plotone. In precedenza, solo Damon Kilmore deteneva autorità assoluta. Ma ora c'erano due comandanti così. E mentre Damon era rispettato e temuto, Angela era rispettata e amata.



I giorni di servizio del comandante della compagnia stavano per terminare. Era un veterano esperto, con alle spalle moltissime battaglie tra corazzati, che si stava preparando alla pensione e all'agognato ritorno a casa. Il suo obiettivo principale era trovare qualcuno nell'unità che potesse sostituirlo. E c'erano solo due persone adatte alla posizione.

Angela capì che si sarebbe trattato della battaglia più importante della sua carriera. Per guadagnare rispetto avrebbe dovuto superare il suo maestro, un uomo al quale aveva sempre guardato con ammirazione ma che non aveva mai notato i traguardi da lei raggiunti in carriera.

Kilmore era pronto per il nuovo ruolo. Soprattutto, era in confidenza con il comandante della compagnia e i due avevano già un accordo in via preliminare.

Tempesta al fronte!

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3


La situazione al fronte stava peggiorando. Il comandante della compagnia decise di inviare là il plotone di Milotova. Angela era felice. Era preoccupata dall'alto numero di feriti delle ultime operazioni, e non aveva potuto essere con i suoi commilitoni sul campo di battaglia quanto avrebbe voluto. Ora sarebbe stata là ad aiutarli.

Milotova andò dal comandante della compagnia per ricevere la sua missione di combattimento. Ma poi, all'improvviso, Kilmore fece irruzione nella stanza e chiese che l'ordine venisse cancellato.

"Insisto! Lei non deve prendere parte all'operazione!"



Milotova, che stava già pensando a salvare i suoi compagni, sentendo queste parole esplose in uno scatto di rabbia.

"Smettila di trattarmi con condiscendenza! Ho dimostrato più volte di saper combattere. Perché sei l'unico che non crede in me? Non puoi decidere per tutti... O si tratta di "quella" operazione? Ho sentito parlare di quella battaglia. Non è stato a causa tua se è finita in quel modo. Sarebbe potuto succedere a chiunque..."

"Era mio figlio! Ho perso mio figlio laggiù! È morto per colpa mia. Non capisci? Per colpa mia!

Per la prima volta, Angela capì le vere motivazioni di Damon. Non si trattava né di condiscendenza né di arroganza. Era la premura di un padre. Ma ora non poteva tirarsi indietro.

"Non sono tua figlia", disse salutando, dopodiché prese il dossier della missione e lasciò la stanza.



Kilmore scoprì che lui e Milotova avrebbero dovuto combattere insieme nella stessa area del fronte. Damon non poteva fare niente al riguardo, pertanto tornò nella sua stanza, studiò la mappa dell'area e i rapporti dell'intelligence, rilesse tutto decine di volte e infine si addormentò alla sua scrivania, proprio come accadde prima di "quella" battaglia.

Ramirez lo svegliò in mattinata. Kilmore era furioso con sé stesso per essersi addormentato, pensava che avrebbe potuto impiegare quelle ore per calcolare tutto fin nei minimi dettagli.

Una battaglia decisiva

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3


Durante la Battaglia, Kilmore era perennemente distratto. Non faceva altro che controllare Milotova, sperando che stesse bene, e ascoltare la radio per sapere se aveva bisogno di aiuto. Per questo finì per commettere numerosi errori tattici e si trovò in una situazione critica. Il nemico continuava a mettere pressione a lui e Ramirez.

Avevano bisogno di aiuto, ma se lo avessero richiesto Milotova sarebbe stata la prima a intervenire. Era più vicina degli altri. Da un lato, non voleva metterla in pericolo. Ma dall'altro, stava mettendo a repentaglio l'incolumità del suo intero plotone a causa delle sue preoccupazioni personali.



Andava presa una decisione, e in fretta, così Kilmore chiese aiuto. Milotova rispose e si affrettò per raggiungere la posizione del Pipeline, ma si imbatté in due carri medi nemici. Kilmore stava già rimpiangendo la sua richiesta di aiuto. Inviò il suo plotone in un contrattacco suicida per attirare il fuoco nemico su di sé.

Le forze in campo erano impari. Il veicolo di Ramirez danneggiato. Kilmore vide il carro di Milotova subire un colpo. Anche quello di Kilmore ne subì uno. Provò a contattare Milotova.

Silenzio. Alcuni veicoli nemici erano ancora intatti, mentre gli alleati erano alle corde.

Il nemico si preparava a finirli una volta per tutte.



Kilmore uscì dal portello e, zoppicante, si avviò verso lo Storm e i nemici. Estrasse la sua pistola e iniziò a sparare alla disperata verso i nemici.

Un colpo.

Un secondo colpo.

Un terzo.

Poi un'esplosione. Sul terreno accanto a Kilmore apparve l'ombra di un aereo. Entrambi i carri nemici vennero distrutti da un'incursione aerea. Sopravvissero tutti. Ma lo Storm e il Pipeline avevano subito danni considerevoli e avevano bisogno di ingenti riparazioni.

A carte scoperte

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3


Kilmore e Milotova si incontrarono in officina, dove le riparazioni sui loro veicoli erano appena state completate.

"Quindi ora capisci perché non avevo accettato la tua richiesta di trasferimento?"

"Sì, per tuo figlio."

"Non è tutto. Avevo giurato a me stesso che non avrei mai più compilato una notifica di decesso. Hai visto i miei ragazzi. Non hanno niente da perdere, nessuno di loro."



"Ma anch'io non ho nessuno da cui tornare. Mio padre è morto. L'equipaggio della mia ambulanza è stato ucciso. Non ho nessuno! Nessuno piangerà per me!"

"Innanzitutto, nessuno piangerà per te perché non ti accadrà niente. Sei una carrista eccellente, Milotova. A volte sei incosciente, ma sei un asso. E cos'è ora questo "piangere"? Non dire stupidaggini. Ti vogliono tutti bene. Ci tengono a te".

"E tu?"

"Anch'io tengo a te."

In quel momento Karl Vojtěch, un ingegnere amico del padre di Angela, si affacciò dall'officina.

"Tenente Kilmore, il Pipeline è pronto. I serbatoi sono pieni."



"Grazie Karl. Sto per andare."

"Andare dove?" Chiese Angela, che non capiva cosa stesse succedendo.

"Stiamo per essere trasferiti. Questa è la tua unità ora, Milotova. Te la sei meritata."

Kilmore diede ad Angela un'affettuosa pacca sulla spalla. Ma, prima che lei potesse formulare una qualsiasi risposta di senso compiuto, lui era già al Pipeline, aveva acceso il motore e lasciato l'officina.

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